SOSTENIAMOLANCONA!!!

Diventare soci della propria passione, se non ora quando ?

 

 

 

 

 

 

Di seguito le modalità per aderire alla campagna 2015-2016 dell’associazione Sosteniamolancona dedicata a coloro che intendono diventare soci e di fatto proprietari della passione per la squadra della nostra città.

 

 

Soci

L’evidenza dei fatti.

 

Ad Ancona continua la strada del “vorrei, ma non posso”, a distanza di mesi da richieste presentate nel rispetto di normative e indicazioni condivise in molti incontri, non viene ancora concessa quella che sarebbe una naturale conseguenza della situazione creatasi grazie al lavoro dei tifosi e delle associazioni dei tifosi che partecipano alle rispettive società.

Nonostante l’Ancona sia una società a tutti gli effetti partecipata dai tifosi e corrispondente alle indicazioni previste dall’Osservatorio delle manifestazioni sportive, e sopratutto alla determina della Lega Pro (2014) allegata alla Task force 2.1 sempre del 2014, rimane ancora sospesa la possibilità per società da considerare fidelizzate di poter concedere a tutti i propri tifosi senza distinzione la possibilità di acquistare biglietti per le partite in trasferta.

Eppure ad Ancona il buon senso volendo, non manca, se nonostante tutto  sono state tolte alcune barriere che sembravano irrinunciabili senza che questo comportasse alcun danno per la società, e si siano evitate altre criticità in varie occasioni proprio grazie ad un percorso di responsabilizzazione che però non sembra, per il momento, portare da nessuna parte.

Un ulteriore dimostrazione del lavoro svolto dai tifosi che si sono impegnati nella partecipazione e che ha portato a far divenire la figura dello SLO d’interesse per tutti gli attori in campo a livello nazionale,  è ad esempio quello che finalmente è accaduto ieri quando, anche se solo alla fine del primo tempo, una quota di tifosi del Teramo sono potuti entrare nel settore riservato agli ospiti anche se non fidelizzati, (privi cioè dellla tessera del tifoso).

Un esempio concreto di quello che sarebbe possibile fare e viene fatto, al momento solo grazie al buon senso di alcuni operatori (anche fra le forze di polizia), soprattutto in virtu di un attività costante d’informazione e comunicazione che ad Ancona è iniziata già in serie D con la costituzione del CRT.

Ovviamente la domanda fra le tante, (che pero ci teniamo per noi per carità di patria) perchè continuare in giochini e giochetti, quando esiste una regolare procedura e la reale possibilità di adempimento capace anche di dare una svolta in quel percorso che come ricordato a Spoleto nel 2013 dovrebbe portare a far tornare il calcio una risorsa e non un semplice problema di ordine pubblico ?

DM

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Una giusta osservazione.

L’ osservatorio per le manifestazioni sportive dalla sua ufficiale istituzione del 1999 ( a seguito della tragedia che colpi i tifosi della Salernitana) ha svolto un compito, che dalla prospettiva dell’effettiva emergenza violenza nel calcio, sicuramente ha ottenuto risultati, oltre che, seppur  in definitiva non come principale fattore (sicuramente più rilevante l’effetto legato alla diffusione attraverso i media),  una drastica diminuzione delle presenze di spettatori con effetti completamente negativi per l’intero sistema.

Sicuramente ha anche maturato un ampia conoscenza del fenomeno del tifo e dei tifosi negli stadi, tanto che, nonostante l’inasprimento di misure e provvedimenti “legittimato” dall’ennesima tragedia (Roma 2014) col l’emanazione della cosiddetta Task force 2.1 del luglio 2014, venivano recepite e previste indicazioni e possibilità anche nella direzione d’uscita di un sistema semplicemente repressivo o di un fenomeno sportivo da regolare come esercizio di semplice ordine pubblico.

La determinazione 46/2014 del 10.12.2014 è sicuramente una dimostrazione di questa strada, ma ancor più di un percorso che è stato sviluppato dalle associazioni dei tifosi italiane riunite nel SINC proprio dal 2014 e anche della collaborazione e disponibilità della Lega Pro che con una specifica collegata prevedeva delle possibilità particolari a club che avessero una reale coerenza con alcuni parametri stabiliti.

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Ancora più importante, la determina stabilisce che esiste la possibilità di un percorso alternativo e soprattutto assolutamente più costruttivo, quando corrispondente alla realtà, con il principio della società fidelizzata in  sostituzione del tifoso fidelizzato.

La società fidelizzata è quella che nel rispetto delle norme previste e delle leggi vigenti osserva determinati parametri il principale dei quali è quello di avere invece che semplici tifosi dei soci, rappresentati legalmente nella società stessa.

Una modalità che ha fatto la fortuna del calcio tedesco, in rapida evoluzione in Europa, ignorata ed ultimamente purtroppo anche mistificata in Italia, nonostante esistano realtà significative.

E’, oltre che un “osservazione”, un indicazione molto lungimirante, ed ovviamente interessata, quella prodotta dall’osservatorio per le manifestazioni sportive che in questo modo finalmente propone una soluzione costruttiva e propositiva nello sviluppo delle società sportive nel panorama calcistico italiano sempre più urgente.

Le società sportive sono chiamate ad assumere un ruolo più centrale ed al contempo per loro stesse, più funzionale e strategico nel rapporto con la tifoseria, allargando la propria influenza e responsabilità anche nell’area della sicurezza come peraltro già previsto ed in pieno sviluppo attraverso l’impiego degli steward.

Se questa è la direzione si tratta sicuramente di una giusta….osservazione.

 

DM

 

 

 

 

 

Il colpo grosso dell’ Ancona.

Intanto e sicuramente, nel mese di Gennaio qualunque siano i movimenti in entrata ed uscita della squadra Dorica, assolutamente non si verificheranno, coinvolgendo loschi figuri o le moderne risorse del calcio mercato di prossima generazione   corrispondente al nome di fondi d’investimento che di fatto costringono giocatori o società a pagare dei riscatti onerosi a questi che sono i reali possessori del cartellino.

E non esiste parola piu appropriata, tanto in realtà, di vero e proprio riscatto si tratta, quasi come in un caso di rapimento.

E’ un fenomeno che colpisce la maggior parte dei giocatori sudamericani, ma che non è cosi intangibile anche sul mercato italiano.

Dopo la tratta dei giovani africani, quella dei talenti o sedicenti tali, talenti sud americani, che ha l’effetto principale però di portare soldi solo ai loro organizzatori (procuratori, proprietari dei fondi, e società compiacenti), con danni enormi per i settori giovanili e la crescita dei veri talenti in generale.

Casi noti, da ultimo, ma oscurati come quello di Estigarribia e Prince Desiree Gouano comprati dalla Juventus  o al tempo famosissimi e precursori Tevez e Mascherano al West Ham nel 2006.

Ai molti che sognano, come in una vera “epifania”, futuri palcoscenici dorati, ma anche molto limitati, di qualche campionato in serie cadetta, di questo ed altro magari importa poco, fino a quando magari poi si dovesse scoprire che certi giochini a società microscopiche come l’Ancona costano, e sono costate, carissime.

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Ecco perchè, il primo colpo grosso dell’Ancona è già in casa, con un professionista che prima di portare , come indubbiamente potrebbe, i colori biancorossi, più in alto, dovrebbe essere messo definitivamente in grado di elevare e gestire, la struttura societaria dell’Ancona per metterla in grado di affrontare sfide ed insidie che inevitabilmente si presenteranno.

Sandro “Marcalcio” l’attuale direttore sportivo della Us Ancona 1905 è sicuramente in grado di raccogliere questa sfida e di rendere ancora più forte “la squadra” a 360°.

E’ un passo in avanti per una società seria ed in crescita che voglia avere prospettive durevoli cominciando ad investire del ruolo, un autentico direttore generale in grado dall’alto della sua esperienza e capacità guidare, senza nessun problema la società del presidente Andrea Marinelli e dei tifosi biancorossi verso un futuro che non sia un semplice sogno, adesso.

Per tutto il resto l’appuntamento è domenica, per Ancona — Reggiana allo stadio del Conero.

 

DM

Direttivo Sosteniamolancona

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E’ convocato per lunedi 12.01 alle ore 21.00 presso la sede di via Piave 17/B (Bar Dolce Amaro) il direttivo dell’associazione Sosteniamolancona.

L’ordine del giorno prevede:

Relazione assemblea soci US Ancona 1905

Cda US Ancona 1905

Attività associazione Sosteniamolancona 2015

Scuola calcio Ancona Respect

Varie Eventuali.

 

Dritti alla meta, biglietti a ruba, sold out alla portata.

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Ancona Respect chiude il 2014 insieme a tutti i suoi partecipanti

 

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Per i ragazzi della scuola calcio ovviamente il premio più bello sarà quello di partecipare da tifosi al derby del 19 allo stadio del Conero, ma martedi 22 dicembre arriverà per loro un altro particolare appuntamento.

Un saluto e la partecipazione di tutti coloro che aiutano e contribuiscono alla riuscita di questo progetto, in vista delle imminenti festività e della chiusura dell’anno 2014, al quale tutti sono invitati anche per rendersi conto dello sviluppo dell’attività.

Vi aspettiamo

 

MARTEDI 23 DICEMBRE

STADIO DORICO ORE 17.00

ALLENAMENTO DI TUTTO IL SETTORE GIOVANILE

DAL 2008 AL 2002

CONSEGNA DEL KIT COMPLETO E RINFRESCO PER TUTTI ATLETI DIRIGENTI E GENITORI

 

( IN CASO DI PIOGGIA PALESTRA DI VIA MAMIANI ZONA ARCHI ORE 16.30)

 

Indovina, indovinello

Nell’articolo, dove un “grande tifoso” (?) giustamente, ricorda che di necessità si potrebbe fare virtù, emerge il quadro di una situazione che continua a trascinarsi da anni e che magari proprio grazie all’impegno dei tifosi si risolverà “domani”, alla quale pero, fatalmente e molto sinistramente, si aggiunge il ritardo molto evidente sulla soluzione della struttura per il settore giovanile.

L’assessore allo sport Guidotti si era impegnato a trovare una soluzione per il campo di via Schiavoni entro settembre 2014, mentre ad oggi dicembre 2014, non si vede all’orizzonte nemmeno il bando o la procedura che dovrebbe regolarne  lo sviluppo e il relativo utilizzo.

Tanto per fare cronaca, il principale sostenitore e sponsor del settore giovanile della US ANCONA 1905 il signor Petrolini, ha piu volte, e giustamente, sottolineato come in mancanza di strutture adeguate e possibilità di programmazione, si vedrà, anche qui giustamente, costretto a rivedere la sua collaborazione con il calcio ad Ancona e magari ritirarsi dal progetto, che evidentemente non offre nessuna prospettiva.

A quel punto senza nessun tipo di prospettiva e di sviluppo che non passi per il magnate di turno, per il calcio ad Ancona “finalmente” il discorso sarà definitivamente chiuso e potremo comodamente accomodarci a guardare lo spettacolo sportivo per guardarlo in tv, quello degli altri.

Secondo voi cosa capiterà prima che si sistemi la situazione promessa dall’assessore o che gli sponsor si ritirino dall’Ancona ?

 

DM

 

Grande tifoso

Un Calcio al passato ?

Si è tenuto a Coverciano il 2.12.2014  nel centro federale nazionale della lega calcio un incontro che ha visto presenti i rappresentanti di tutte le

società di Serie A, serie B e Lega PRo designati come SLO da questa stagione.

Un incontro in cui la FGCI ha finalmente preso un contatto diretto con la realtà esistente in Italia e che riguarda lo SLO.

E’ una realtà che si è formata in maniera molto diversificata, soprattutto in relazione alla sensibilità delle varie società a riguardo di una tematica

che rientra nel panorama delle novità ed aggiornamenti  legati ai rapporti con le rispettive tifoserie.

 

La figura dello SLO (Supporters Liason Officer) inserita in maniera definitiva attraverso la task force 2.1 emessa nell’estate 2014, in realtà si

presta ancora a diverse interpretazioni ed utilizzi da parte delle società di seria A, B e lega pro, che devono obbligatoriamente prevederle nel

rispettivo organico.

 

 

La funzione e l’attività dello SLO, che in estrema sintesi dovrebbe occuparsi di tutte le problematiche connesse ai tifosi che frequentano lo stadio

a partire dai parcheggi o i mezzi di trasporto alle misure delle aste per bandiere, per motivi più che comprensibili, non ha un quadro specifico.

Gli esempi più funzionali si ritrovano in questo caso in Germania dove le equivalenti figure hanno ruoli e funzioni definite da diversi anni e

hanno dato risultati importanti in tutte le società.

 

Un esperienza che in Italia manca e porta inevitabilmente ad una grande confusione, disattenzione, e in definitiva in uno scarso utilizzo della

figura, che, va riconosciuto, Osservatorio e FIGC hanno deciso d’importare proprio dietro confronti in sede europea e indicazioni della UEFA;

mentre altrove è una risorsa.

SLO WORKSHOP

 

Nonostante il recente inizio del programma e le diverse esperienze, che comunque non hanno impedito situazioni eccellenti (come quelle

raccontate dal rappresentante dell’UDINESE e dello SPEZIA) o comunque sicuramente vicine a quelle che dovrebbero essere lo  per le figure degli

SLO italiani, sono emersi dal confronto almeno 3 riflessioni che dovrebbero o potrebbero  essere considerate come punto di riferimento per lo

sviluppo del progetto.

 

A) La funzione dello SLO o della figura di raccordo fra società e tifosi  dovrebbe, o meglio assume valore e significato in maniera direttamente

proporzionale,  alla sua indicazione o nomina, che nei modi e nei termini possibili,  e nella misura in cui, derivi dalla volontà o riconoscimento

della più ampia parte dei tifosi.

 

B) Il riconoscimento dello SLO come elemento interno e funzionale alle società di calcio ha bisogno di una chiara e definitiva indicazione da

parte della FIGC (o anche attraverso le rispettive organizzazioni di serie) in modo da non confonderne le mansioni come facilmente può accadere

con i  compiti del delegato alla SICUREZZA, l’addetto al MARKETING della società, o magari al responsabile della sicurezza della questura.

 

C) C’è poi un indicazione che visto il momento iniziale sembrerebbe prematura, ma proprio per questo forse anche più determinante, ovvero la

possibilità che lo SLO sia in realtà una sezione o un team di tifosi che in stretta collaborazione con la società si occupino delle relazioni e dei

rapporti con la propria tifoseria. Anche qui esempi non mancano in Europa, e va detto anche in Italia grazie all’esperienza del CRT (centro

relazioni con i tifosi) formato dalla società US ANCONA 1905 e l’associazione Sosteniamolancona durante il campionato 2013-2014.

 

Per essere un primo incontro e per le prospettive che inevitabilmente devono far parte del futuro del calcio in Italia,  sicuramente non è poco.

 

DM

 

Ancona United ?

Ad Ancona suona come un anatema, impossibile unire idee ed obiettivi per un tempo superiore a quello che sia sufficiente a disintegrare fra polemiche e chiacchiere infinite. Eppure è evidente che molti obiettivi o perlomeno molte delle possibilità che portano ad obiettivi condivisibili anche da punti di vista diversi, possono coincidere e diventare utili.

Per chi volesse un esempio lo stadio Dorico per tutti i tifosi (che spesso ancora, almeno fino a che l’Ancona non diverrà una protagonista del calcio internazionale,  coincidono con i cittadini della nostra città).

Chiedo scusa, parole.

Proprio di questi tempi, 3 anni fa ad Ancona presso il cinema galleria, diversi gruppi di tifosi, con una forte maggioranza ultras, provenienti da tutta Italia s’incontrarono per fare il punto sulla situazione negli stadi italiani soprattutto in riferimento ad episodi legati alle leggi repressive che colpivano allora come oggi le curve e che spesso comportano danni “collaterali” come il caso di Paolo Scaroni, presente proprio in quell’occasione insieme alla delegazione degli ultras 1911 di Brescia.

Alla fine della serata un ragazzo dalla platea, salutò tutti, ringraziando per l’occasione di confronto e soprattutto per la presenza di tante persone anche da molto lontano, e simbolicamente si tolse il cappello con un gesto antico che rappresenta rispetto e ringraziamento per chi ancora da un valore a gesti e parole. Quel ragazzo era nel gruppo di tifosi che provenivano da Cava dei Tirreni e oggi ai tifosi di Cava dei Tirreni è giunto il momento, da parte mia di restituire quel saluto, anche se solo idealmente, ma con lo stesso identico sentimento.

Chapeau.

DM

 

Scusate il ritardo

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Sembra lontanissimo il 31 agosto scorso, giorno in cui ci siamo ritrovati tutti insieme in quel di Calvanico per formare un gruppo, per mettere insieme una squadra che rappresentasse un’idea, un modo di stare insieme e un messaggio “piccolo” al mondo del calcio.

A distanza di circa tre mesi, dopo un bel po’ di allenamenti e qualche incontro amichevole, questa squadra (la nostra squadra) sta per scendere sul rettangolo di gioco del comunale di San Pietro di Cava de’ Tirreni per disputare il primo incontro ufficiale della sua storia.

In questi ultimi tre mesi le attività del nostro Supporters Trust sono state tante, il che ha attenuato l’attesa per questo debutto; sembrerebbe che ognuno di noi stia cercando di vivere con “normalità” la prima gara di campionato, ma dentro di noi sappiamo che non è così.

Nella mente affiorano vive le immagini delle due domeniche di Calvanico, il via vai all’ufficio sport per l’assegnazione del campo, l’emozione per l’inizio della preparazione, i primi gol delle amichevoli e questa snervante attesa per l’inizio del campionato.

Sappiamo che sarà dura, nessuna illusione.

Sarà dura per i ragazzi, perché già sentono il peso di far parte di una famiglia esigente, non solo in termini sportivi; sarà dura per noi tifosi e proprietari, soprattutto, perché in terza categoria non saranno rose e fiori.

Cava United Football Club, però, vuole essere diversa. Anzi, dev’essere diversa.

E quando, alla fine delle gare che ci vedranno protagonisti, riusciremo nell’intento di essere stati leali e il nostro avversario ci stringerà la mano, avremmo già svolto bene il nostro compito.

Il risultato? Conta. Tantissimo. Per raggiungerlo ci vuole un mix di tanti ingredienti e ci stiamo lavorando. Uno di questi ingredienti è il gruppo che si è formato in questi tre mesi: tanti giovani metelliani pronti a darsi una mano l’un l’altro; giovani con le spalle forti e non solo su un campo di calcio.

Le prime riunioni in cui si è discusso delle qualità che avrebbero dovuto avere i futuri calciatori di Cava United, erano il frutto del desiderio di pazzi sognatori che sembravano vivessero in un altro mondo. A un certo punto ci siamo convinti della nostra follia e ci dicevamo che era molto improbabile trovare dei ragazzi giovani che potessero solamente capire i valori che ci spingono a seguire “un calcio più puro”. E invece, questo gruppo ci ha sorpreso fin dall’inizio per la vicinanza al nostro modo di essere, fin dai primi colloqui a bocce ferme.

La nostra stagione sta per cominciare e sin da ora è doveroso ringraziare una persona “speciale” che ha creduto in un gruppo di persone senza conoscerle fino in fondo, che a loro volta al primo incontro, guardandolo negli occhi, gli hanno affidato il loro futuro sportivo: Emilio Sabbarese.

L’appuntamento, quindi, è per sabato 29 novembre alle ore 14:30 al comunale di San Pietro di Cava de’ Tirreni. Non sarà una partita. Sarà la partita.

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