COMPUTER NEW FILE è
Sponsor ufficiale di SOSTENIAMOLANCONA!!!
10% Sconto ai soci di Sosteniamolancona
Sconto sul biglietto di ingresso
ai soci di Sosteniamolancona
Al CinemaAzzurro e
Cinema Galleria
Caffè a 50 eurocent ai soci
di Sosteniamolancona
Sconti ai soci
Sosteniamolancona
VIA VALLEMIANO 39/C ANCONA
10% Sconto nel negozio di Alimenti Biologici e Solidali di Ancona ai soci di Sosteniamolancona
VIA S.MARTINO 56 ANCONA
Per tutti i soci:
ZOLLER EXPORT 33CL € 2.00
ZOLLER FUSTEN 33CL € 2.00
LONDON PRIDE 33CL € 3,00
Ai soci di sosteniamolancona:
Occhiali da vista (montatura + lenti, esclusi premontati): sconto 20%
Occhiali da sole: sconto 15%
Astronomia (telescopi, binocoli ecc.): sconto 10%
Estetica Lella
Centro estetico
Via Tavernelle 64
Ancona
Solo per i soci:
1 Massaggio Gratuito
Lampada Sconto 25 %
Simone Grande
Via Matteotti 88
Ancona
10 % di sconto su tutti i prodotti ai soci Sosteniamolancona
25 % di sconto su iscrizioni
x scuola pallamano per
i ragazzi fino a 16 anni
10 % di sconto su Banco Salumi e su Banco Macelleria
ai soci Sosteniamolancona
Nei giorni scorsi la Redazione di dallapartdeltorto.tk ha ricevuto un’interessante lettera firmata da David Miani, dell’Associazione Sosteniamolancona (www.sosteniamolancona.it), in merito all’azionariato popolare. Abbiamo deciso di contattare lo stesso Miani per approfondire ulteriormente questo argomento. Andiamo quindi con ordine, cosa si intende quando parliamo di azionariato popolare?
L’azionariato popolare è la traduzione dalla lingua inglese più immediata di un fenomeno che in Inghilterra, ma anche e soprattutto in Germania si sta diffondendo da circa un decennio, a tutti i livelli nel calcio di questi paesi. Probabilmente rispetto a quei fenomeni la traduzione più esatta sarebbe “associazione pro partecipazione” alle società di calcio, in quanto soprattutto nel Regno Unito si parla di “Trust” di tifosi.
In Germania c’e una particolare ed avanzatissima legislazione riguardante il fenomeno sportivo calcio, che sta dando frutti più che evidenti sotto ogni profilo a partire dall’ integrazione sociale per arrivare alla crescita sportiva ed economica dei club e sicuramente meriterebbe un approfondimento a parte.
La parola azionariato viene utilizzata perchè è evidentemente in piena sintonia con quello che storicamente viene considerato il Club di proprietà dei tifosi per antonomasia che è il Barcelona Fc, che costituisce del fenomeno la formula più appariscente e al quale tutti si rivolgono estasiati dai risultati sportivi, non comprendendo quanto questi siano determinati, soprattutto dal legame storico culturale del Club con i suoi tifosi e con il territorio della Catalogna.
In definitiva però anche perchè è il concetto che più facilmente spiega il tipo di rapporto che idealmente si crea con il club e cioè quello dell’azionista di una società che ha dei diritti in quanto proprietario in quota dell “azienda”; con la variante che il ritorno, l’”utile”, nel caso di club di calcio non può essere evidentemente di tipo economico, ma principalmente sportivo e volendo culturale.
Il concetto di popolare ne intenziona invece la più ampia diffusione, fra i tifosi, in modo da dare modo a chiunque di poter prendere parte, di partecipare, a prescindere dalle proprie capacità economiche in base al principio democratico una testa, un voto.
Richiama anche alla realtà e all’aspetto fondamentale del fenomeno calcio in generale in quanto da sempre sport estremamente popolare, sinonimo di aggregazione, festa , competizione, e ne denota il valore educativo che è stato abbandonato.
Esistono già degli esempi di azionariato popolare in Italia? E all’estero?
In Italia come vi accennavo nella lettera esistono diversi esempi di questo fenomeno che negli ultimi anni spontaneamente si sono formati come risposta alla evidentissima crisi del mondo calcio italiano in tutte le sue manifestazioni, ovviamente sulla scia delle iniziative che all’ estero stavano cominciando a filtrare.
Si hanno esempi sia a sud che a nord della penisola da Cava dei Tirreni a Modena, da Venezia a Roma, Mantova, Arezzo, Rimini ed Ancona in tutti questi casi i tifosi, con alcune differenze fra caso e caso, hanno acquistato effettivamente una parte della società locale di calcio, divenendone a vario titolo soci, o se preferite per semplificare “azionisti”.
Va detto che una sostanziale differenza esiste fra le forme giuridiche in cui si diventa soci/azionisti.
Nella maggior parte di questi casi è stata creata un associazione di tifosi che si è poi incaricata di acquisire una quota della società, per conto degli stessi tifosi e per dar modo a questi di essere rappresentati nelle società.
Il caso più avanzato, e molto vicino per questo al fenomeno tipicamente Inglese (FCUM o Wimbledon per citare esempio fra i piu noti) del Club dei tifosi, e cioè del Club interamente di proprietà dei tifosi, in Italia è a Cava dei Tirreni, dove si stà lavorando ad un progetto veramente unico che fa onore ai tifosi e alla città di Cava e ai quali non possiamo che augurare sempre il miglior successo.
I media stanno dando spazio a queste proposte? O permane una sorta di “diffidenza” tipica del nostro paese?
A livello nazionale a parte qualche sporadica sortita quasi involontaria dei media sul fenomeno, permane sostanziale indifferenza, ovviamente circondata da una profonda ignoranza che mira sostanzialmente a difendere, l’indifendibile, un sistema in crisi che esclude solo poche società di serie A, per il quale il gioco vale ancora la candela, mentre lascia a tutte le altre il “beneficio” di partecipare…..
Lo spazio più importante dato all’”azionariato popolare” venne da una trasmissione non legata allo sport, un servizio di Report di Milena Gabanelli, aprii ormai 3 anni fa, una finestra su un mondo in subbuglio, che cominciava a farsi strada.
Va detto anche che a livello di stampa locale, dove le associazioni dei tifosi cercano di coinvolgere e portano a partecipare la maggior parte dei sostenitori, l’attenzione vuoi anche solo molto legata all’ aspetto più sportivo piano piano cresce, sia a favore che contro.
Nella lettera indirizzata alla nostra Redazione hai parlato di alcune tavole rotonde in merito a questo argomento. Una di queste si è tenuta lo scorso 2 dicembre proprio ad Ancona. Ti andrebbe di spiegarci i punti salienti che sono stati evidenziati durante questo incontro?
Occorre una premessa a questa risposta che riguarda più da vicino il caso di Ancona e di Sosteniamolancona che è l’associazione di tifosi che il 25.08.2011 è diventata socia fondatrice della US ANCONA 1905 S.r.l il cui azionista di maggioranza, il proprietario, è il presidente Andrea Marinelli.
Nel CDA dell’ US ANCONA sono presenti ora due rappresentanti nominati e votati dai soci dell’associazione.
L’associazione Sosteniamolancona e il suo progetto di partecipazione nasce spontaneamente in risposta al secondo fallimento della società in dieci anni, che nel 2010 cancellò dopo un clamoroso campionato di serie B la squadra dorica.
Questa risposta all’appello di un gruppo di promotori tutti tifosi appartenenti alle varie realtà dello stadio Club, Ultras, o semplici frequentatori, si trasformò in una serie di incontri che richiamò moltissime persone, e portò l’associazione a circa 1000 soci in un anno sulla base di una serie di punti essenziali raccolti nel Manifesto Costitutivo e nello Statuto dell’associazione che tengono in considerazione principalmente l’aspetto legato ai diritti del cittadino prima che a quelli del tifoso.
L’apertura dello statuto di Sosteniamolancona reca l’articolo 18 della costituzione Italiana “ I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale….”
Il 2 dicembre ad Ancona, in collaborazione con la Curva Nord è stato organizzato un incontro che voleva parlare delle varie problematiche legate al calcio, in relazione alla possibilità e alle esperienze delle associazioni dei tifosi, e con particolare riferimento alla problematica della gestione dell’ordine pubblico, nelle manifestazioni sportive trasformatasi nel corso degli anni in una repressione spesso fuori controllo e con diversi aspetti nelle norme che lo regolano anche incostituzionali o palesemente contrarie al diritto come dimostra la recente dichiarazione del Consiglio di Stato sulla tessera del tifoso.
Una “modalità” che nel corso delgi anni ha prodotto numerosi feriti gravi, episodi poco chiari, e soprattutto diversi morti (e di questi giorni la conclusione del processo Sandri).
Una situazione sulla quale è necessario alzare il velo di omissione dovuto alla sbrigativa e colpevole constatazione che si tratti di fatti riguardanti i tifosi “o peggio” gli ultras.
Il 2 dicembre è stata un occasione per continuare in questa direzione grazie anche alla testimonianza di Paolo Scaroni tifoso del Brescia, un sopravvissuto a queste “modalità”, scampato agli effetti di un pestaggio da parte delle Fdo che lo aveva ridotto al coma per tre mesi.
E’ stato un incontro a cui hanno partecipato molti gruppi ultras e molti tifosi a titolo personale, la maggior parte realtà divise fra loro anche da storiche rivalità, anche molto accese, ma che non hanno avuto nessun problema a trovarsi a discutere di temi che li riguardano dapprima come cittadini poi come tifosi e a portare la loro solidarietà a Paolo Scaroni.
Il prossimo appuntamento invece è a Venezia, il 25 Febbraio. Con quale presupposti e con quale speranze ci si sta recando a questo incontro?
L’incontro di Venezia è un altro appuntamento che ha come obiettivo principale quello di attirare attenzione verso questo fenomeno dalle enormi potenzialità, creare informazione sull’argomento e confronto fra le varie esperienze esistenti ed in formazione.
Coincidenza vuole che capiti proprio nel momento in cui sembra avvicinarsi una soluzione riguardante un aspetto del rapporto con i tifosi scatenato in maniera irresponsabile prima che incostituzionale dalla tessera del tifoso.
Nello stesso momento ci sono sempre più segnali di interesse alla partecipazione dei tifosi da parte di tifosi le cui società versano in condizioni critiche o si avviano verso un futuro incerto, che sono nonostante tutto sempre di più.
Crediamo che la risposta all’interrogativo che convoca la tavola rotonda di Venezia una “nuova prospettiva per il calcio? “ non possa che essere evidentemente si e che la partecipazione dei tifosi alle proprie società e soprattutto il contributo ad una visione più legata ai valori dello sport all’aspetto educativo che lo sport include sia fondamentale per dare al calcio una via che porti alla ricostruzione sana, produttiva, e sicuramente più positiva dal punto di vista finanziario.
Un aspetto non trascurabile della partecipazione dei tifosi alle società è sicuramente la possibilità di maggior trasparenza e correttezza in diversi aspetti dell’attività classica delle società di calcio.
E’ un occasione particolare perchè ci sarà la presenza dei responsabili per l’Europa della Supporters Direct che è l’organizzazione riconosciuta dalla UEFA che si occupa di coordinare e supportare tutte le realtà associative che vogliono intraprendere un percorso che comunque richiede un grosso impegno e forte determinazione.
La Supporters Direct conta in Inghilterra circa 300 affiliati, molti anche in Europa e svolge un lavoro riconosciuto e sovvenzionato dal governo Inglese che ne riconosce il giusto ruolo innovatore e di crescita del fenomeno calcistico Inglese, praticamente la fantascienza se paragonato alla situazione italiana.
Perfetto. Abbiamo concluso. Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
Se consideriamo Ancona e Venezia come i primi appuntamenti pubblici riguardanti la partecipazione dei tifosi e le tematiche collegate al calcio, mi auguro che la questa strada continui e che il prossimo impegno avvenga nel sud Italia, dove ci sono molte realtà in movimento ed in costruzione fra comprensibili difficoltà, che sicuramente potrebbero trovare giovamento dalla possibilità di un confronto diretto.
Ti ringraziamo per la disponibilità a rispondere alle nostre domande. Speriamo ci terrai aggiornati sulla tavola rotonda di Venezia e sugli ulteriori sviluppi di questa tematica in Italia
Grazie a voi ovviamente rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o collaborazione ove possibile ed in particolare per cio che riguarda la nostra realtà di Ancona. Daniele Caroleo
Nei giorni scorsi la Redazione di dallapartdeltorto.tk ha ricevuto un’interessante lettera firmata da David Miani, dell’Associazione Sosteniamolancona (www.sosteniamolancona.it), in merito all’azionariato popolare. Abbiamo deciso di contattare lo stesso Miani per approfondire ulteriormente questo argomento. Andiamo quindi con ordine, cosa si intende quando parliamo di azionariato popolare?
L’azionariato popolare è la traduzione dalla lingua inglese più immediata di un fenomeno che in Inghilterra, ma anche e soprattutto in Germania si sta diffondendo da circa un decennio, a tutti i livelli nel calcio di questi paesi. Probabilmente rispetto a quei fenomeni la traduzione più esatta sarebbe “associazione pro partecipazione” alle società di calcio, in quanto soprattutto nel Regno Unito si parla di “Trust” di tifosi.
In Germania c’e una particolare ed avanzatissima legislazione riguardante il fenomeno sportivo calcio, che sta dando frutti più che evidenti sotto ogni profilo a partire dall’ integrazione sociale per arrivare alla crescita sportiva ed economica dei club e sicuramente meriterebbe un approfondimento a parte.
La parola azionariato viene utilizzata perchè è evidentemente in piena sintonia con quello che storicamente viene considerato il Club di proprietà dei tifosi per antonomasia che è il Barcelona Fc, che costituisce del fenomeno la formula più appariscente e al quale tutti si rivolgono estasiati dai risultati sportivi, non comprendendo quanto questi siano determinati, soprattutto dal legame storico culturale del Club con i suoi tifosi e con il territorio della Catalogna.
In definitiva però anche perchè è il concetto che più facilmente spiega il tipo di rapporto che idealmente si crea con il club e cioè quello dell’azionista di una società che ha dei diritti in quanto proprietario in quota dell “azienda”; con la variante che il ritorno, l’”utile”, nel caso di club di calcio non può essere evidentemente di tipo economico, ma principalmente sportivo e volendo culturale.
Il concetto di popolare ne intenziona invece la più ampia diffusione, fra i tifosi, in modo da dare modo a chiunque di poter prendere parte, di partecipare, a prescindere dalle proprie capacità economiche in base al principio democratico una testa, un voto.
Richiama anche alla realtà e all’aspetto fondamentale del fenomeno calcio in generale in quanto da sempre sport estremamente popolare, sinonimo di aggregazione, festa , competizione, e ne denota il valore educativo che è stato abbandonato.
Esistono già degli esempi di azionariato popolare in Italia? E all’estero?
In Italia come vi accennavo nella lettera esistono diversi esempi di questo fenomeno che negli ultimi anni spontaneamente si sono formati come risposta alla evidentissima crisi del mondo calcio italiano in tutte le sue manifestazioni, ovviamente sulla scia delle iniziative che all’ estero stavano cominciando a filtrare.
Si hanno esempi sia a sud che a nord della penisola da Cava dei Tirreni a Modena, da Venezia a Roma, Mantova, Arezzo, Rimini ed Ancona in tutti questi casi i tifosi, con alcune differenze fra caso e caso, hanno acquistato effettivamente una parte della società locale di calcio, divenendone a vario titolo soci, o se preferite per semplificare “azionisti”.
Va detto che una sostanziale differenza esiste fra le forme giuridiche in cui si diventa soci/azionisti.
Nella maggior parte di questi casi è stata creata un associazione di tifosi che si è poi incaricata di acquisire una quota della società, per conto degli stessi tifosi e per dar modo a questi di essere rappresentati nelle società.
Il caso più avanzato, e molto vicino per questo al fenomeno tipicamente Inglese (FCUM o Wimbledon per citare esempio fra i piu noti) del Club dei tifosi, e cioè del Club interamente di proprietà dei tifosi, in Italia è a Cava dei Tirreni, dove si stà lavorando ad un progetto veramente unico che fa onore ai tifosi e alla città di Cava e ai quali non possiamo che augurare sempre il miglior successo.
I media stanno dando spazio a queste proposte? O permane una sorta di “diffidenza” tipica del nostro paese?
A livello nazionale a parte qualche sporadica sortita quasi involontaria dei media sul fenomeno, permane sostanziale indifferenza, ovviamente circondata da una profonda ignoranza che mira sostanzialmente a difendere, l’indifendibile, un sistema in crisi che esclude solo poche società di serie A, per il quale il gioco vale ancora la candela, mentre lascia a tutte le altre il “beneficio” di partecipare…..
Lo spazio più importante dato all’”azionariato popolare” venne da una trasmissione non legata allo sport, un servizio di Report di Milena Gabanelli, aprii ormai 3 anni fa, una finestra su un mondo in subbuglio, che cominciava a farsi strada.
Va detto anche che a livello di stampa locale, dove le associazioni dei tifosi cercano di coinvolgere e portano a partecipare la maggior parte dei sostenitori, l’attenzione vuoi anche solo molto legata all’ aspetto più sportivo piano piano cresce, sia a favore che contro.
Nella lettera indirizzata alla nostra Redazione hai parlato di alcune tavole rotonde in merito a questo argomento. Una di queste si è tenuta lo scorso 2 dicembre proprio ad Ancona. Ti andrebbe di spiegarci i punti salienti che sono stati evidenziati durante questo incontro?
Occorre una premessa a questa risposta che riguarda più da vicino il caso di Ancona e di Sosteniamolancona che è l’associazione di tifosi che il 25.08.2011 è diventata socia fondatrice della US ANCONA 1905 S.r.l il cui azionista di maggioranza, il proprietario, è il presidente Andrea Marinelli.
Nel CDA dell’ US ANCONA sono presenti ora due rappresentanti nominati e votati dai soci dell’associazione.
L’associazione Sosteniamolancona e il suo progetto di partecipazione nasce spontaneamente in risposta al secondo fallimento della società in dieci anni, che nel 2010 cancellò dopo un clamoroso campionato di serie B la squadra dorica.
Questa risposta all’appello di un gruppo di promotori tutti tifosi appartenenti alle varie realtà dello stadio Club, Ultras, o semplici frequentatori, si trasformò in una serie di incontri che richiamò moltissime persone, e portò l’associazione a circa 1000 soci in un anno sulla base di una serie di punti essenziali raccolti nel Manifesto Costitutivo e nello Statuto dell’associazione che tengono in considerazione principalmente l’aspetto legato ai diritti del cittadino prima che a quelli del tifoso.
L’apertura dello statuto di Sosteniamolancona reca l’articolo 18 della costituzione Italiana “ I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale….”
Il 2 dicembre ad Ancona, in collaborazione con la Curva Nord è stato organizzato un incontro che voleva parlare delle varie problematiche legate al calcio, in relazione alla possibilità e alle esperienze delle associazioni dei tifosi, e con particolare riferimento alla problematica della gestione dell’ordine pubblico, nelle manifestazioni sportive trasformatasi nel corso degli anni in una repressione spesso fuori controllo e con diversi aspetti nelle norme che lo regolano anche incostituzionali o palesemente contrarie al diritto come dimostra la recente dichiarazione del Consiglio di Stato sulla tessera del tifoso.
Una “modalità” che nel corso delgi anni ha prodotto numerosi feriti gravi, episodi poco chiari, e soprattutto diversi morti (e di questi giorni la conclusione del processo Sandri).
Una situazione sulla quale è necessario alzare il velo di omissione dovuto alla sbrigativa e colpevole constatazione che si tratti di fatti riguardanti i tifosi “o peggio” gli ultras.
Il 2 dicembre è stata un occasione per continuare in questa direzione grazie anche alla testimonianza di Paolo Scaroni tifoso del Brescia, un sopravvissuto a queste “modalità”, scampato agli effetti di un pestaggio da parte delle Fdo che lo aveva ridotto al coma per tre mesi.
E’ stato un incontro a cui hanno partecipato molti gruppi ultras e molti tifosi a titolo personale, la maggior parte realtà divise fra loro anche da storiche rivalità, anche molto accese, ma che non hanno avuto nessun problema a trovarsi a discutere di temi che li riguardano dapprima come cittadini poi come tifosi e a portare la loro solidarietà a Paolo Scaroni.
Il prossimo appuntamento invece è a Venezia, il 25 Febbraio. Con quale presupposti e con quale speranze ci si sta recando a questo incontro?
L’incontro di Venezia è un altro appuntamento che ha come obiettivo principale quello di attirare attenzione verso questo fenomeno dalle enormi potenzialità, creare informazione sull’argomento e confronto fra le varie esperienze esistenti ed in formazione.
Coincidenza vuole che capiti proprio nel momento in cui sembra avvicinarsi una soluzione riguardante un aspetto del rapporto con i tifosi scatenato in maniera irresponsabile prima che incostituzionale dalla tessera del tifoso.
Nello stesso momento ci sono sempre più segnali di interesse alla partecipazione dei tifosi da parte di tifosi le cui società versano in condizioni critiche o si avviano verso un futuro incerto, che sono nonostante tutto sempre di più.
Crediamo che la risposta all’interrogativo che convoca la tavola rotonda di Venezia una “nuova prospettiva per il calcio? “ non possa che essere evidentemente si e che la partecipazione dei tifosi alle proprie società e soprattutto il contributo ad una visione più legata ai valori dello sport all’aspetto educativo che lo sport include sia fondamentale per dare al calcio una via che porti alla ricostruzione sana, produttiva, e sicuramente più positiva dal punto di vista finanziario.
Un aspetto non trascurabile della partecipazione dei tifosi alle società è sicuramente la possibilità di maggior trasparenza e correttezza in diversi aspetti dell’attività classica delle società di calcio.
E’ un occasione particolare perchè ci sarà la presenza dei responsabili per l’Europa della Supporters Direct che è l’organizzazione riconosciuta dalla UEFA che si occupa di coordinare e supportare tutte le realtà associative che vogliono intraprendere un percorso che comunque richiede un grosso impegno e forte determinazione.
La Supporters Direct conta in Inghilterra circa 300 affiliati, molti anche in Europa e svolge un lavoro riconosciuto e sovvenzionato dal governo Inglese che ne riconosce il giusto ruolo innovatore e di crescita del fenomeno calcistico Inglese, praticamente la fantascienza se paragonato alla situazione italiana.
Perfetto. Abbiamo concluso. Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
Se consideriamo Ancona e Venezia come i primi appuntamenti pubblici riguardanti la partecipazione dei tifosi e le tematiche collegate al calcio, mi auguro che la questa strada continui e che il prossimo impegno avvenga nel sud Italia, dove ci sono molte realtà in movimento ed in costruzione fra comprensibili difficoltà, che sicuramente potrebbero trovare giovamento dalla possibilità di un confronto diretto.
Ti ringraziamo per la disponibilità a rispondere alle nostre domande. Speriamo ci terrai aggiornati sulla tavola rotonda di Venezia e sugli ulteriori sviluppi di questa tematica in Italia
Grazie a voi ovviamente rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o collaborazione ove possibile ed in particolare per cio che riguarda la nostra realtà di Ancona. Daniele Caroleo
Il Consiglio Direttivo di Sosteniamolancona porge le più sentite condoglianze all'amico Guido Montanari e alla sua famiglia per la perdita del padre Walter, storico giornalista del panorama anconetano e grande tifoso biancorosso.
CIAO WALTER!
Il Consiglio Direttivo di Sosteniamolancona porge le più sentite condoglianze all'amico Guido Montanari e alla sua famiglia per la perdita del padre Walter, storico giornalista del panorama anconetano e grande tifoso biancorosso.
CIAO WALTER!
La verità anche per Rimini
- da Redazione
il 16/02/2012 @ 21:47
Nella settimana che ha visto riconosciuta giustizia per fatti gravissimi come il caso Sandri, il ricordo dell omicidio Forlan, l'associazione Sosteniamolancona con la collaborazione dei Club Uniti Biancorossi, ha presentato un esposto alla procura di Rimini per indagare a riguardo dei fatti accaduti all' esterno, e all interno del R. Neri in occasione della partita R. Rimini-Ancona.
La ricerca della verità e dell accertamento delle responsabilità di fatti di violenza scatenati senza apparenti motivi e la dimostrazione di abusi da parte della polizia.
Una dimostrazione che i tifosi sono il vero patrimonio del calcio e che questo non autorizza nessuno e per nessun motivo comportamenti al di fuori della legge, soprattutto da chi è votata a difenderla.
Questo caso come tanti altri chiede la verità e la giustizia soprattutto per impedire che continuino a verificarsi situazioni simili a Milano per il tifoso del Genoa o una su tutte quella di Paolo Scaroni tifoso del Brescia .
Nella settimana che ha visto riconosciuta giustizia per fatti gravissimi come il caso Sandri, il ricordo dell omicidio Forlan, l'associazione Sosteniamolancona con la collaborazione dei Club Uniti Biancorossi, ha presentato un esposto alla procura di Rimini per indagare a riguardo dei fatti accaduti all' esterno, e all interno del R. Neri in occasione della partita R. Rimini-Ancona.
La ricerca della verità e dell accertamento delle responsabilità di fatti di violenza scatenati senza apparenti motivi e la dimostrazione di abusi da parte della polizia.
Una dimostrazione che i tifosi sono il vero patrimonio del calcio e che questo non autorizza nessuno e per nessun motivo comportamenti al di fuori della legge, soprattutto da chi è votata a difenderla.
Questo caso come tanti altri chiede la verità e la giustizia soprattutto per impedire che continuino a verificarsi situazioni simili a Milano per il tifoso del Genoa o una su tutte quella di Paolo Scaroni tifoso del Brescia .
Una nuova prospettiva: la partecipazione
- da Redazione
il 16/02/2012 @ 21:10
Giustizia per Gabriele
- da Redazione
il 14/02/2012 @ 23:07
Sandri, nove anni all'agente Spaccarotella
"Ha sparato per uccidere". Andrà in carcere
La prima sezione penale della Cassazione conferma così la sentenza d'appello nei confronti dell'agente della Polstrada. I genitori di Gabbo: "Giustizia è fatta"
La famiglia di Gabriele Sandri
APPROFONDIMENTI
Lacrime e commozione alla lettura della sentenza da parte dei familiari di Gabriele e dei tanti tifosi della Lazio presenti in aula. "Giustizia è fatta. E' la vittoria del popolo di Gabriele - dicono il padre di Gabbo, Giorgio Sandri, e il figlio Cristiano - Giustizia è fatta anche se non è stato facile". E torna alla mente quando in primo grado l'agente che sparò a Sandri venne condannato a una pena più lieve per omicidio colposo: "Si trattò di una sentenza raccapricciante ma non abbiamo mai smesso di avere fiducia nella giustizia. E la giustizia infine ha trionfato". Giorgio Sandri continua: "Perdonare Spaccarotella? Ci posso riflettere ma lui deve dire tutta la verità. E poi il perdono si dà a chi lo chiede, invece la mamma di Spaccarotella non ha mai telefonato a mia moglie, la mamma di Gabriele".
Nel frattempo Spaccarotella fa sapere di voler affrontare "la situazione da uomo". Mentre i suoi legali dicono che l'agente starebbe vivendo queste ore "drammaticamente" e, appresa la notizia, avrebbe versato lacrime amare con il figlio piccolo in braccio. Dal balcone di casa sventola un tricolore.
La vicenda che si chiude oggi ebbe inizio l'11 novembre 2007. Poco prima delle 9, un'auto di tifosi juventini, nel piazzale di sosta, viene avvicinata da alcuni supporter laziali, armati di spranghe. Scoppia una rissa, l'incidente richiama l'attenzione di due pattuglie della Polstrada, che si trovano sul piazzale dello stesso autogrill ma dall'altra parte della carreggiata a oltre 50 metri di distanza. Gli agenti raggiungono il bordo della carreggiata e, da lì azionano le sirene delle loro auto. Ma la rissa continua e, a questo punto, Spaccarotella decide di sparare. Il poliziotto spara due volte e un colpo raggiunge al collo Gabriele Sandri che si trova seduto in mezzo sul sedile posteriore della Megane Scenic. Il tifoso della Lazio muore poco dopo.
In giornata la notizia si diffonde in tutto il Paese e in alcuni stadi italiani scoppiano tafferugli generati da tifosi inferociti con la polizia. Quella sera, a Roma, esplode la violenza: centinaia di ultras di Roma e Lazio attaccano commissariati, la sede del Coni e lo stadio. Danno fuoco a cassonetti e autobus.
Spaccarotella viene subito iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. I mesi successivi sono segnati dalla guerra delle perizie balistiche. Nel frattempo l'agente rientra al lavoro e viene trasferito più volte: prima la Polfer di Santa Maria Novella, poi la 'Coc', la Centrale operativa compartimentale della Toscana, quindi l'ufficio interprovinciale tecnico-logistico di Poggio Imperiale, a Firenze, in sostanza l'ex ufficio interregionale ormai dismesso, al quale viene assegnato per motivi di sicurezza.
Arriva così la condanna di primo grado. Il 14 luglio 2009 Spaccarotella viene condannato dalla corte d'Assise di Arezzo a sei anni di reclusione per omicidio colposo con colpa cosciente. E' una condanna che fa discutere e suscita polemiche. Il primo dicembre 2010 la corte di Appello di Firenze gli infligge la pena di nove anni e quattro mesi 3. Questa volta, però, la condanna è per omicidio volontario con dolo eventuale.
Si arriva ad oggi e alla sentenza della Cassazione che respinge il ricorso della difesa e si allinea alle richieste del sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello che, in mattinata, chiedendo di confermare l'aumento di pena nei confronti di Spaccarotella aveva detto chiaramente che "l'agente non sparò alle gomme quella mattina dell'11 novembre 2007 quando appunto morì Gabriele Sandri". La Cassazione, dunque, ha sposato in pieno la tesi della pubblica accusa che nella requisitoria aveva sottolineato che il poliziotto "voleva colpire la macchina e l'ha colpita". Uccidendo Gabriele Sandri.
La prima sezione penale della Cassazione conferma così la sentenza d'appello nei confronti dell'agente della Polstrada. I genitori di Gabbo: "Giustizia è fatta"
La famiglia di Gabriele Sandri
APPROFONDIMENTI
Lacrime e commozione alla lettura della sentenza da parte dei familiari di Gabriele e dei tanti tifosi della Lazio presenti in aula. "Giustizia è fatta. E' la vittoria del popolo di Gabriele - dicono il padre di Gabbo, Giorgio Sandri, e il figlio Cristiano - Giustizia è fatta anche se non è stato facile". E torna alla mente quando in primo grado l'agente che sparò a Sandri venne condannato a una pena più lieve per omicidio colposo: "Si trattò di una sentenza raccapricciante ma non abbiamo mai smesso di avere fiducia nella giustizia. E la giustizia infine ha trionfato". Giorgio Sandri continua: "Perdonare Spaccarotella? Ci posso riflettere ma lui deve dire tutta la verità. E poi il perdono si dà a chi lo chiede, invece la mamma di Spaccarotella non ha mai telefonato a mia moglie, la mamma di Gabriele".
Nel frattempo Spaccarotella fa sapere di voler affrontare "la situazione da uomo". Mentre i suoi legali dicono che l'agente starebbe vivendo queste ore "drammaticamente" e, appresa la notizia, avrebbe versato lacrime amare con il figlio piccolo in braccio. Dal balcone di casa sventola un tricolore.
La vicenda che si chiude oggi ebbe inizio l'11 novembre 2007. Poco prima delle 9, un'auto di tifosi juventini, nel piazzale di sosta, viene avvicinata da alcuni supporter laziali, armati di spranghe. Scoppia una rissa, l'incidente richiama l'attenzione di due pattuglie della Polstrada, che si trovano sul piazzale dello stesso autogrill ma dall'altra parte della carreggiata a oltre 50 metri di distanza. Gli agenti raggiungono il bordo della carreggiata e, da lì azionano le sirene delle loro auto. Ma la rissa continua e, a questo punto, Spaccarotella decide di sparare. Il poliziotto spara due volte e un colpo raggiunge al collo Gabriele Sandri che si trova seduto in mezzo sul sedile posteriore della Megane Scenic. Il tifoso della Lazio muore poco dopo.
In giornata la notizia si diffonde in tutto il Paese e in alcuni stadi italiani scoppiano tafferugli generati da tifosi inferociti con la polizia. Quella sera, a Roma, esplode la violenza: centinaia di ultras di Roma e Lazio attaccano commissariati, la sede del Coni e lo stadio. Danno fuoco a cassonetti e autobus.
Spaccarotella viene subito iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. I mesi successivi sono segnati dalla guerra delle perizie balistiche. Nel frattempo l'agente rientra al lavoro e viene trasferito più volte: prima la Polfer di Santa Maria Novella, poi la 'Coc', la Centrale operativa compartimentale della Toscana, quindi l'ufficio interprovinciale tecnico-logistico di Poggio Imperiale, a Firenze, in sostanza l'ex ufficio interregionale ormai dismesso, al quale viene assegnato per motivi di sicurezza.
Arriva così la condanna di primo grado. Il 14 luglio 2009 Spaccarotella viene condannato dalla corte d'Assise di Arezzo a sei anni di reclusione per omicidio colposo con colpa cosciente. E' una condanna che fa discutere e suscita polemiche. Il primo dicembre 2010 la corte di Appello di Firenze gli infligge la pena di nove anni e quattro mesi 3. Questa volta, però, la condanna è per omicidio volontario con dolo eventuale.
Si arriva ad oggi e alla sentenza della Cassazione che respinge il ricorso della difesa e si allinea alle richieste del sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello che, in mattinata, chiedendo di confermare l'aumento di pena nei confronti di Spaccarotella aveva detto chiaramente che "l'agente non sparò alle gomme quella mattina dell'11 novembre 2007 quando appunto morì Gabriele Sandri". La Cassazione, dunque, ha sposato in pieno la tesi della pubblica accusa che nella requisitoria aveva sottolineato che il poliziotto "voleva colpire la macchina e l'ha colpita". Uccidendo Gabriele Sandri.
Filmati su Sosteniamolancona
Ancona Teatro Sperimentale
Match Program
Ogni partita casalinga, Sosteniamolancona distribuirà un volntino con le formazioni in campo
Completamente autofinanziato grazie al supporto degli sponsor e di tutti i soci che si sono occupati della sua edizione e distribuzione, viene stampato in accordo con la società US ANCONA 1905 srl e consegnato gratuitamente a tutti i tifosi.
Il contributo è libero con quota minima di
€ 20 da versare su conto corrente bancario:
IBAN:
IT 29 T 05748 02601 100000001800
Causale: SOSTENIAMOLANCONA
…E se devolvi anche in tranche separate, una somma superiore ai € 100, il tuo nome verrà inciso ina una delle targhe commemorative dei grandi sostenitori che comporranno la parete. “Abbiamo costruito il Sogno” allo stadio del Conero
SITUAZIONE RACCOLTA FONDI AGGIORNATA AL 22/01/2012
Aiutiamo Mirko
Mirco aghetoni ha superato l'intervento a cui si era sottoposto. Purtroppo la situazione del suo fegato, organo interessato dall'intervento, non e' cmq delle migliori. Il ragazzo rimarra' ricoverato per alcuni giorni, in modo tale da recuperare energie. Successivamente sara portato ad un'importante centro tumori di Milano per continuare la sua battaglia.
La soliderieta quindi va avanti e vi terremo come sempre informati sull'evolversi dell'iniziativa. Ricordiamo che potete sostenere la raccolta benefica effettuando un bonifico bancario con la causale " Mirco ha bisogno di aiuto" alle seguenti coordinate bancarie :
IT 18 N 02008 02642 000008998517
Orgogliosamente.....
“Orgogliosamente Ancona”,
è in vendita, al prezzo di 28 euro,
nei seguenti punti:
libreria Fogola di piazza Cavour,
edicola Frittella alla stazione,
edicola Filippetti di via XXV Aprile,
edicola Gasparri di via dell’Industria,
edicola di Daniele Graziosi di corso Amendola,
cartoleria Manhattan (piazza Salvo d’Acquisto 21),
edicola Manzotti di via Togliatti 37/M.
Udinese Blog parla di sport in maniera molto trasparente e chiara, non a caso parla dal punto di vista di un calcio che è una realtà ammirata un po da tutti.
Il lavoro svolto dall'Udinese dimostra che fare calcio in maniera professionale e manageriale ad alti livelli è possibile anche se non sei una cosiddetta "grande".
Scommettiamo ?
Sport People è una rivista digitale pubblicata sul sito omonimo,
nata nel lontano agosto 2003 per mano di un gruppo di ragazzi che,
per la maggior parte, allo stadio ci vanno o ci sono andati per parecchio
tempo, che hanno dato e soprattutto ricevuto molto da questo
mondo e che hanno inteso, con questa pubblicazione, pareggiare
questo debito morale, cercando con i propri modesti mezzi
di raccontarlo con un briciolo di onestà intelettuale in più
rispetto ad una stampa generica sempre troppo frettolosa nel
condannare qualcosa che poi, in fondo in fondo,
non si è mai preoccupata di conoscere davvero.
The People’s Game è una delle espressioni con cui in Inghilterra ci si riferisce al calcio,
un’espressione usata fin dall’inizio, da quando questo sport uscì dai college per diventare,
appunto, il gioco della gente, seguito da una massa eterogenea di persone.
Oggi sono milioni e milioni i tifosi di ogni età, sesso, professione, livelli di reddito e di cultura,
ed il loro attaccamento alla propria squadra, il loro amore, la loro fedeltà
sono alla base del calcio, come sport e anche come business.
Quando gli scarpini erano neri
Mi piace andare allo stadio con gli amici
mi piace la birra prima, l’odore dei fumogeni dentro,
il freddo e il vento durante l’inverno. mi piace il verde
del campo che splende sotto il sole, mi piace rimanere
a sedere negli stadi quando intorno non c’è più nessuno....
LA PADOVA BENE
"....La solita, costante, propaganda delirante...."
Merita per il distacco, la precisione e la lucidità, che
ne fa un sito interessante con la sana vena di pazzia
veneta, mai banale. All'interrno una bella ricostruzione
del fenomeno del tifo italiano dalle origini ad oggi.
Dodicesimo Uomo
La voce del tifoso viola, con un occhio
molto attento alle dinamiche "collaterali"
sul calcio di serie A
12 In Campo Programma Televisivo di RTB
che parla del calcio sotto il punto di vista
dei protagonisti.
Tutti i martedi ore 21
Programma di E'tv condotto da Andrea Fiano
tutti i lunedi alle 21.30, con approfondimenti
e interviste sul campionato della squadra
biancorossa.
La radio ufficiale della US ANCONA 1905
in studio oltre a Stefano Fera, Chiavacci
Papili, Commirato, e la perla di Labuan
del Conero, tutte le sere dalle 19.10 in poi
su 98.500
F.A.R.E.
Calcio contro il razzismo in europa
Vogliamo vedere giocare questo ‘gioco meraviglioso’ senza che la piaga del razzismo possa rovinarlo. Il calcio è il gioco più popolare del mondo ed appartiene a tutti noi. Ad ogni persona dovrebbe essere garantito il diritto di giocare, essere spettatore o discutere del gioco liberamente e senza alcun timore.
Purtroppo, a tutti i livelli di gioco, da quello amatoriale a quello professionista, si continuano a verificare incidenti collegati al razzismo. Sia che si tratti di azioni commesse da tifosi, giocatori, clubs o altre organizzazioni calcistiche, FARE ritiene che questo tipo di condotta, dentro e fuori dal campo di gioco, sia assolutamente inaccettabile e indesiderato dalla maggior parte dei tifosi e dei giocatori.
L’obiettivo di FARE è cancellare il razzismo dal gioco del calcio, grazie all’azione congiunta di organizzazioni calcistiche contro il razzismo in tutta Europa. FARE dà il suo sostegno alla creazione e all’organizzazione di gruppi e coordina gli sforzi effettuati a livello europeo. Agendo insieme, FARE aiuta le organizzazioni a condividere i valori del comportamento corretto e a formare un fronte unito contro il razzismo nel mondo del calcio.
E stata raccolta la bandiera della passione biancorossa, perchè sono i suoi tifosi il valore piu importante, sono i tifosi che decidono quando e quale squadra merita il suo rispetto e il suo sostegno, SOSTENIAMOLANCONA è un progetto che mira a tornare da dove sarà impossibile ritornare indietro!!!